NOTTURNALE

A cura di  Valentina   08 febbraio 2026


PREFAZIONE

Dal cuore del continente nordamericano, nella Terra definita dai nativi Dakota terra dove le acque riflettono il cielo un tumulto di cuori, un grido di fratellanza e solidarietà si innalza fiero e tenace contro la discriminazione e violenza, contro l'artiglio feroce del potere oppressivo.

Mi ha profondamente commossa.

Quel bagliore umano non può passare inosservato, ma imprimersi nella memoria, nella storia.

L'eroismo popolare non lo meritano di certo i burattinai delle masse, crudeli avidi e ingordi, imprigionati essi stessi, i burattinai, nel loro nefasto ermetismo.

Nella Terra dove le acque riflettono il cielo, il valore della dissidenza in ognuno di quei cuori si è liberata spontaneamente, per celebrare il valore della libertà.



NOTTURNALE

Il dissidente, chi è ?

Da cosa scaturisce il suo dissenso ?

Le origini del termine “dissidente”, dal latino, si riferiscono a colui, o colei che “siede separatamente”: dissidens, participio presente di dissideo, ovvero dis separazione e sideo sedere.

In generale, si  identifica con l'esprimere opposizione e disaccordo ideologico, politico, religioso, anche verso istituzioni consolidate; una sfida individuale contro l'orientamento dominante.

Nel dettaglio, si conferisce al dissidente una ferma e ponderata separazione dal pensiero dominante, dotata di un equilibrato criterio di valutazione: il passaggio verso una maturità interiore.

Da non confondere con l'immagine caotica del contestatore, spinto o motivato prevalentemente dalla propria condizione sociale-emotiva, dalla rabbia e difficoltà “del vivere”.

Il dissidente si evolve naturalmente, nonostante l'assedio mediatico quotidiano pervaso di falsità, di informazioni ossessive; nonostante l'orientamento dominante profuso e radicato attraverso il principio di bipolarità: la strategia del “divide et impera”, l'arte di frammentare l'unità (integrazione) per mantenere il controllo.

Divide et impera: orientare il malessere individuale al di fuori di sé, convogliando l'origine del male verso un nemico fittizio appartenente ad una altrettanto fittizia fazione opposta.

Ci si adegua al terreno di guerra pianificato piuttosto che focalizzarsi verso la direzione che suscita maggiore difficoltà: l'osservazione delle tensioni, squilibri che risiedono all'interno di noi stessi. 

Ogni individuo si manifesta dal presupposto iniziale che si identifica nella madre, compie il viaggio di nascita e morte in solitudine, tuttavia si resta sottomessi ad un principio di dualità artificioso: padre e madre, bene e male, bianco e nero, destra e sinistra, e così via. 

Siamo esposti e strattonati con costanza,  distratti dalla strategia di divisione, orientata ad allontanare e deviare il sano progresso di integrazione individuale e sociale: un percorso di unificazione che ci permette di agire al di fuori di sé attraverso il potere che abita in sé, emulando la grazia della fioritura. 

La medicina tradizionale cinese è un antico e complesso metodo di cura olistico (insieme integrato si corpo, mente, emozioni e spirito) che pone l'individuo in corrispondenza con le forze celesti, l'ambiente e la realtà sociale.

Il dualismo in essa contemplato è rappresentato dai poli complementari yin e yang : le due polarità si compenetrano trasformandosi, originando la dinamica circolare che contraddistingue questo universo.

Il Qi è il movimento stesso di compenetrazione, trasformazione e evoluzione degli aspetti complementari.

Il Qi viene definito come il manifestarsi di forze primordiali all'interno dell'individuo.

Se i poli sono in equilibrio il Qi circola armonicamente, la forza vitale scorre libera, ed è visibile attraverso lo stato di benessere individuale psico-fisico.

In medicina tradizionale cinese la polarizzazione rappresenta l'opportunità di completamento di entrambe le polarità attraverso il Qi: lo stesso si manifesta come strumento di equilibrio e integrazione.

E dall'oriente torniamo qua nel proposito del confronto: colui o colei che sfida il vento trova conforto nella tempesta, perchè la tempesta è il movimento che li tiene in vita.

I guerrieri si forgiano nel ventre della tempesta, la loro guerra consiste nell'adempiere al compito di trascendere la bipolarità.

Fedeli verso le leggi universali si difendono dalle leggi umane.

 


CONCLUSIONE

L' essere umano, come ogni essere umano sul Pianeta Terra,viene messo in corrispondenza con il cielo (forze celesti) giacchè in sostanza siamo immersi nello spazio celeste, ne assorbiamo l'influenza inevitabilmente.

Quando ne siamo consapevoli si avanza verso la comprensione di noi stessi e pronti a  sfidare l'errore nostro e altrui.

Il dissidente assorbe avidamente comprensione e conoscenza e il passo naturale che ne consegue diviene azione consapevole .

Il personaggio del dissidente alberga in ognuno di noi, liberarlo è LA SCELTA

La vera eleganza infrange i divieti, anche quelli piu sommi

Yukio Mishima